Voli di gabbiani sulle onde
lasciano il mio cuore attonito
davanti a tanta sofferta pace.
Presto soffieranno i venti della tempesta
porteranno con se onda su onda
foglie accartocciate e musiche di vulcani.
E lontano rimane l’orizzonte
mentre sulla sabbia
leggere si fanno le mie orme
Francesca

La cosa assurda è che davvero da quel giorno non ho più scritto. Forse è stata solo una coincidenza, capitano i periodi poco ispirati. Fatto sta che ho lasciato molte pagine bianche e solo il blog ha raccolto qua e là i miei pensieri. Le cose concrete della vita intanto mi hanno sommerso. È vero ho imparato ad essere meno distratto, meno sciattone, a calcolare i miei passi sulla terra senza perdermi in voli pindarici. Ma credo che se c’è qualcosa che veramente si possa apprezzare di me è il mio sguardo incantato da tutto e “perso” lassù dove oggi ho ritrovato lei:
Eccomi.
Hai atteso a lungo
ma il volo delle rondini
si sa
percorre traiettorie imperfette.
Non sono mai stato lontano
forse
non sono mai sceso davvero
vedi, l’impronta è fresca
su questa nuvola.
Eccoti
ti ricordavo bella
ma la memoria
non ha la forma del tatto
la dolcezza del gusto.
Scusami
se son partito senza voltarmi
se in quella pioggia leggera
non ho scorto il tuo pianto,
se dal guscio tenero
della primavera
non ho raccolto le viole
che sempre ti regalavo.
Sei magica, l’ho capito
perché mentre ti scrivo
tu rinasci.
Ora
credo d’essere abbastanza leggero
per restare
qui, nei giardini diafani
d’un foglio
dove c’è tutto il cielo
ed io
e tu, poesia