Mare scintillante d’azzurro
Mare che alle prime luci
sul promontorio a oriente
regali bagliori freddi di solitudine
che si frantumano su aguzze rocce
non ancora da te domate
poste a protezione da te.
Mare accogliente all’infinito
dell’infinito regali i suoni
meste atmosfere da guardare ad occhi chiusi
vivendo ogni secondo come se fosse eterno
Tempesta che del mare rovisti le viscere
per regalare come ardui trofei
improbabili conchiglie
olezzanti di salsedine e di mistero
sulla calma che all’improvviso
placa le onde e le inquietudini
lasciando cicatrici aperte al vento
Mare amato in solitudine
ti lascio all’abbraccio di mille mani protese
che stravolgono la tua e la mia
quiete.
Presto ritorneranno i giorni del dialogo
per noi due soli
mentre i gabbiani canteranno da l’aere
come tanti violini tzigani
melodiose note d'amore e di passione.
Francesca

