L'atmosfera di questo pomeriggio è decisamente cepheusiana: le barche a vela, il sole che buca le nubi a tratti e mi fa pensare che lassù stia succedendo qualcosa di importante, Boccadasse così impregnata di ricordi vicini e lontani, incastonati nelle pietre logore del borgo. Il mare prova ad insidiarmi sull'ultima pietra asciutta della scogliera, mi sembra di guidarlo col ritmo del mio respiro. La domenica possiede quell'aria malinconica di chi ha lavorato tutta la settimana per godersi un giorno di meritato riposo e poi non sa che farsene. I bambini si tirano coriandoli e una piccola fata si cimenta intimorita nella prima corsa in bici senza rotelle. E' sempre emozionante pensare all'inizio di ogni mia avventura. Mi accorgo di essere ghiotto di quegli istanti che rompono uno stato di torpore o quotidianità, li colleziono geloso, li spolvero ogni tanto e oggi rivedo proprio il momento in cui ho dato la prima pedalata sorretto solo dal mio equilibrio. Credo che la spinta ad andare avanti me la dia proprio l'iniziare ogni giorno qualcosa. A pochi metri da me una coppia. Assecondo l'inevitabile gelosia che fa capolino nella mia mente, giusto il tempo di rendermi conto che lei sta piangendo e l'ironica ballata del mio tempo indifferente è un motivetto che rassicura di fronte agl occhi rossi che questo pomeriggio non lo vorranno ricordare. I gabbiani controvento non si arrendono, sono immobili nell'aria, ma quanto è grande il loro sforzo! Oggi sono così, fermo a metà del cielo, con la paura di tornare a dispiegare ali in folli voli. Diviso tra il volermi accontentare di un angolo di scogliera e l'istinto di seguire una corrente ascensionale che sembra portarmi in alto. Dove le nuvole arrossiscono ai miei sorrisi.
Un anno difficile,
ma non privo di emozioni.
un anno di vita intensa, di lotte, di consapevolezza.
In queste pagine ci sono io,
tra il divertito e il rassegnato,
tra le oasi di dolcezza
che ho bevuto avidamente
e silenzi carichi di domande.
Ci sono io sul bordo del mondo
a suonare la chitarra
e le preghiere recitate a denti stretti.
Ci sono le mie barche di carta.
Buon compleanno blog.
INSOPPRIMIBILE
IRRIVERENTE
INESPUGNABILE
FORTEZZA DI RUTA.
MIA SOLA ROTTA SU ITACA,
MONTAGNA INCANTATA:
...FOSSILE DI MARE...

Una tavolozza di freschi colori
mi sporco le mani,
traccio linee a casaccio
e sono tutte belle.
Non mi sbilancio
su questi giorni strani
mi accontento di colorarli
e di guardare il bel disegno
che viene fuori.
*clikka qui per
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Soggetto: Il Castello di Santa Severa (protagonista di alcune scene di "3 Metri Sopra Il Cielo")
Fotocamera: FujiFilm FinePix A330
Software: Adobe Photoshop CS2
Luogo: Santa Marinella (RM)
Data: 29 Giugno 2oo6
Ore: 17:o3
Un TnX sPeCiAlE a chi era con me quel giorno.. ha reso unico ogni attimo..
La cosa assurda è che davvero da quel giorno non ho più scritto. Forse è stata solo una coincidenza, capitano i periodi poco ispirati. Fatto sta che ho lasciato molte pagine bianche e solo il blog ha raccolto qua e là i miei pensieri. Le cose concrete della vita intanto mi hanno sommerso. È vero ho imparato ad essere meno distratto, meno sciattone, a calcolare i miei passi sulla terra senza perdermi in voli pindarici. Ma credo che se c’è qualcosa che veramente si possa apprezzare di me è il mio sguardo incantato da tutto e “perso” lassù dove oggi ho ritrovato lei:
Eccomi.
Hai atteso a lungo
ma il volo delle rondini
si sa
percorre traiettorie imperfette.
Non sono mai stato lontano
forse
non sono mai sceso davvero
vedi, l’impronta è fresca
su questa nuvola.
Eccoti
ti ricordavo bella
ma la memoria
non ha la forma del tatto
la dolcezza del gusto.
Scusami
se son partito senza voltarmi
se in quella pioggia leggera
non ho scorto il tuo pianto,
se dal guscio tenero
della primavera
non ho raccolto le viole
che sempre ti regalavo.
Sei magica, l’ho capito
perché mentre ti scrivo
tu rinasci.
Ora
credo d’essere abbastanza leggero
per restare
qui, nei giardini diafani
d’un foglio
dove c’è tutto il cielo
ed io
e tu, poesia