Pentax K100D, 70 -210 A, 150 mm, 200 iso, f8, 1/160Mare scintillante d’azzurro
Mare che alle prime luci
sul promontorio a oriente
regali bagliori freddi di solitudine
che si frantumano su aguzze rocce
non ancora da te domate
poste a protezione da te.
Mare accogliente all’infinito
dell’infinito regali i suoni
meste atmosfere da guardare ad occhi chiusi
vivendo ogni secondo come se fosse eterno
Tempesta che del mare rovisti le viscere
per regalare come ardui trofei
improbabili conchiglie
olezzanti di salsedine e di mistero
sulla calma che all’improvviso
placa le onde e le inquietudini
lasciando cicatrici aperte al vento
Mare amato in solitudine
ti lascio all’abbraccio di mille mani protese
che stravolgono la tua e la mia
quiete.
Presto ritorneranno i giorni del dialogo
per noi due soli
mentre i gabbiani canteranno da l’aere
come tanti violini tzigani
melodiose note d'amore e di passione.
Francesca

Rossano Calabro è uno dei maggiori centri del cosentino. È una splendida cittadina con un mare stupendo e che, tra i suoi tanti tesori, ne annovera uno unico al mondo: il Codex Purpureus. Resti di epoca protostorica testimoniano le origini antichissime di Rossano. Le sepolture dei timponi riportano, invece, al IV sec. a.C. ai tempi della colonia di Thurii, colonia romana quindi. Verso il IV secolo vi si diffonde il cristianesimo se è vero che San Zosimo di Rossano viene eletto papa intorno al 417- 418. Nel 548 è occupata da Totila; in seguito passa sotto il dominio dei Bizantini che la considerano un importante punto di riferimento che arriva a contare quasi 20.000 abitanti. In effetti in questo paese confluiscono profughi dal Medio Oriente e specialmente dalla Sicilia invasa dagli Arabi. Ma è grazie all’immigrazione di monaci ed eremiti greci che si stabiliscono nelle cosiddette laure che vi si diffonde la cultura e la liturgia greca. L’influenza di costoro farà nascere un monachesimo calabro-greco che sarà meglio noto come basiliano. Intorno al X secolo, Rossano è al culmine del suo splendore: è sede del vescovado e del governatore bizantino (stratego) ed è sicuramente il polo culturale più importante della Calabria

Unico al mondo, dicevo, il Codex Purpureus, è uno splendido evangelario greco trascritto e dorato con miniature in una pergamena color viola-rossiccio, intorno al VI secolo in uno scriptorium di Cesarea in Palestina e portato in Calabria, molto probabilmente, da profughi melchiti nel secolo successivo. Conservato prima nel Pathirion e poi nella cattedrale, già segnalato nel 1846, venne portato all’attenzione della cultura mondiale nel 1879 per merito di due studiosi tedeschi (Von Geghardt e Von Harnak) che, per primi, compresero la sua enorme importanza storico-artistica. Si dice che, in un primo tempo, il Von Harnak, volesse acquistarlo offrendo una forte somma e che l’arcivescovo del tempo, insospettito da questo fatto, avesse rifiutato l’offerta. Solo in un secondo momento, lo studioso avrebbe poi rivelato il pregio dell’opera
Oggi che è il primo maggio Festa dei Lavoratori, vorrei dedicare questo angolo di Arcipelago a tutti quegli uomini e donne che sul mare e con il mare lavorano. Buon Primo Maggio a tutti.

Pescatori - Olio du Tavola - Icardi
Autore: Pietro Gori Anni: 1890
l'inno che il mare per noi cantò
da che fatiche, stenti e cicloni
la nostra errante vita affrontò
quando con baci d'oro ai velieri
l'ultimo raggio di sol svanì
e dentro ai gorghi dei flutti neri
qualcun dei nostri cadde e sparì
(rit.) Deh canta o mare l'opra e gli eroi
tempeste e calme,
gioie e dolori
o mare canta, canta con noi
l'inno di sdegno, l'inno d'amor
2 - Canto d'aurore di rabbie atroci
sogni e singhiozzi del marinar
raccogli e irradia tutte le voci
che il vento porta da mare a mar
E soffia dentro le vele forti
che al sol disciolse la nostra fé
e chiama chiama da tutti i porti
tutta la gente che al
marsi dié
(rit.) Deh canta o mare…..
3 - Noi sugli abissi tra le nazioni
di fratellanza ponti gettiam
coi nostri corpi su dai pennoni
dell'uomo i nuovi dritti dettiam
ciò che da mille muscoli spreme
con torchi immani la civiltà
portiam pel mondo gettando un seme
che un dì per tutti germoglierà
(rit.) Deh canta o mare …..
4 - Solo una voce da sponda a sponda
sollevi al patto di redenzion
quanti sudando solcano l'onda
per questa al pane sacra tenzon
mentre marosi gonfi di frode
e irose attardano forze il cammin
noi da la nave scorgiam le prode
dove le genti van col destin
(rit.) Deh canta o mare …..
A ogni componente di questo meraviglioso Arcipelago, auguro una Buona Pasqua, che sia portatrice di serenità e pace in ogni cuore


nella foto: Praia a Mare ( CS) - Calabria

Saluti dai mostri di http://blogstretto.splinder.com/
L'Uomo e il Mare
-Charles Baudelaire
Sempre il mare, uomo libero, amerai!
Perché il mare è il tuo specchio; tu contempli
nell'infinito svolgersi dell'onda
l'anima tua, e un abisso è il tuo spirito
non meno amaro. Godi nel tuffarti
in seno alla tua immagine; l'abbracci
con gli occhi e con le braccia, e a volte il cuore
si distrae dal suo suono al suon di questo
selvaggio ed indomabile lamento.
Discreti e tenebrosi ambedue siete:
uomo, nessuno ha mai sondato il fondo
dei tuoi abissi; nessuno ha conosciuto,
mare, le tue più intime ricchezze,
tanto gelosi siete d'ogni vostro
segreto. Ma da secoli infiniti
senza rimorso né pietà lottate
fra voi, talmente grande è il vostro amore
per la strage e la morte, o lottatori
eterni, o implacabili fratelli!
