Grande Mare Blog

Perché il mare è senza confini. Sito ufficiale del Grande Mare Group
domenica, febbraio 11, 2007

Pescatori a Varigotti

postato da lorenzot alle ore 02:15 | link | commenti (1)
categorie: mare, liguria, di notte
venerdì, settembre 15, 2006

*DaL tRaGhEtTo*

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Soggetto: Vista dal Traghetto diretto a Villa San Giovanni
Fotocamera: FujiFilm FinePix A330
Software: Adobe Photoshop CS2
Luogo: Messina Marittima
Data: 6 Settembre 2oo6
Ore: 23:45

postato da cL4uDj86 alle ore 23:34 | link | commenti
categorie: mare, foto, sicilia, isole, di notte, stretto, barche
mercoledì, settembre 13, 2006

la finestra sul mare
finestra sulla luna

La finestra
postato da tiptop alle ore 02:27 | link | commenti (1)
categorie: finestre, mare, riflessi, liguria, di notte, luna
sabato, luglio 01, 2006

aeroplani

Il tramonto è limpido, tagliato solo dalla scia di un aereo. Mi perdo lassù, verso i luoghi che raggiungerà, tra le persone che porterà lontano, o a casa. Ritrovo quel viaggio, le sconfinate, morbide nuvole dell’Africa, la terra rossa, da lassù, intessuta di stradine. Trovo tutti i viaggi ancora da iniziare e, nel tramonto, su quella scia, danza l’irresistibile voglia di partire.
postato da cepheus alle ore 16:13 | link | commenti
categorie: amore, liguria, africa, di notte, notturni, luna
sabato, marzo 04, 2006

dell'amore

Che strano ritrovarsi oggi a parlare dell’amore. Con un libro chiuso nella mano, l’ultima pagina voltata a fatica, dopo aver letto le parole finali. Cercando un posto nello scaffale, con quella sensazione di essere insoddisfatti, come se veramente il finale non fosse quello, come se fosse stato strappato via. Che strano ritrovarsi a parlare dell’amore e volerlo fare in modo esplicito, sciogliendo la maschera di questo blog, che è sempre stato, sin dall’inizio, un grido, un’implorazione al cielo cupo di veder approdare qui una barca di carta. Quella barca di carta. Che bello parlare dell’amore, perché oggi non voglio vergognarmene. Io so combattere, so che non basta a rendermi felice, ma basta a tenermi in piedi. Che dolce parlare dell’amore, di quell’amore piccolo, con la “a” minuscola, che posa le sue labbra sulle mie e poi mi chiede “ma chi sei?”, che se ne frega di tutto quello che sta intorno, che se ne frega di tutto il mondo. Perché il mondo parte da quel bacio e tutto può essere diverso oltre la soglia di quel bacio. Che giusto ritrovarsi oggi a parlare dell’amore, perché non imparerò ad odiarlo per dimenticare. Preferisco travisare la realtà e pensare che una felicità più grande, più piena e davvero invincibile, l’abbia portato lontano.

La mia più grande illusione è che le mie parole possano entrare nell’anima delle persone. Che possano trasformarsi in un alito di vento caldo, capace di riaccendere un fuoco. Non è così, eppure continuo a scrivere, a preparare barche di carta e a scrutare l’orizzonte. Mi raggomitolo nei miei pensieri confusi, mentre la brezza ghiacciata passa attraverso il posto vuoto accanto a me.

Che triste ritrovarsi oggi a parlare dell’amore, parlarne da soli, come se dall’altra parte dello schermo di questo pc qualcuno versasse una lacrima sincera leggendomi. Che pazzia ritrovarmi oggi a parlare dell’amore e riempire di sogni le mie barche in partenza, raccontando loro un’altra bugia.

 

 

“Seguite quelle stelle fino all’orizzonte. Là troverete una ragazza che vi sorriderà perché siete buffe, vi raccoglierà perché siete semplici, vi conserverà perché siete coraggiose, vi amerà perché ha sempre aspettato solo voi”. 

postato da cepheus alle ore 16:19 | link | commenti (3)
categorie: mare, foto, liguria, isole, poesie testi canzoni, barche a vela, di notte, notturni, neve, luna, barche
martedì, febbraio 14, 2006

Genova è la mia città

Nel tempo il nostro rapporto ha avuto alti e bassi: l’ho persa quando avevo otto anni, dimenticandola quasi del tutto. La incontravo di rado, attraverso il finestrino dell’auto, mentre le luci di Natale mi portavano a casa dei nonni, per le feste.

Poi qualche breve giornata, per le vie del centro. Io con quell’aria sperduta da ragazzino di campagna. Lei chiassosa, incomprensibile, poco attraente.

L’università è stata galeotta al nostro nuovo amore: l’ho vista bellissima, ho conosciuto i suoi mille volti, i vicoli brulicanti, il piccolo mondo racchiuso dietro le case di Boccadasse. Mi sono inebriato dei suoi ritmi, della sua gente, ho giocato a pallone su campi polverosi, l’ho vista addormentarsi dalle colline, giocando, dopo il crepuscolo, a trovare la luce lontana della Lanterna. Ci siamo conosciuti, ci siamo parlati e ascoltati.

Ho appiccicato dolci ricordi un po’ ovunque, prima di perderla ancora.

Mi manchi. C’è chi dice che l’uomo si accorge delle cose belle solo dopo che le ha perse. Io ti sapevo bella già prima ed oggi ho nostalgia di tutto quello che hai saputo e che potresti darmi. Ti si disprezza facilmente, ti chiamano avara, chiusa, poco “metropolitana”, ma chi ti ha nel sangue non potrà mai dimenticarti.

Stasera avrei proprio voglia di dirti: se vedemmu fitu!

postato da cepheus alle ore 21:05 | link | commenti
categorie: mare, liguria, di notte, barche
martedì, febbraio 07, 2006

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Fotocamera: Nikon Coolpix 2100
Software: Adobe Photoshop CS2
Luogo: Messina Marittima
Data: 9 Gennaio 2oo6
Ore: 1:51

PS. Se fosse possibile preferirei postare col nick cL4uDj86, perchè questo non lo uso soltanto io!
In ogni caso grazie mille per l'invito.

postato da LoVeFoRcE alle ore 00:11 | link | commenti
categorie: mare, foto, sicilia, di notte

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Un seguace del pensiero filosofico di Luigi Malabrocca

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