Grande Mare Blog

Perché il mare è senza confini. Sito ufficiale del Grande Mare Group
mercoledì, settembre 13, 2006

la finestra sul mare
finestra sulla luna

La finestra
postato da tiptop alle ore 02:27 | link | commenti (1)
categorie: finestre, mare, riflessi, liguria, di notte, luna
sabato, luglio 01, 2006

aeroplani

Il tramonto è limpido, tagliato solo dalla scia di un aereo. Mi perdo lassù, verso i luoghi che raggiungerà, tra le persone che porterà lontano, o a casa. Ritrovo quel viaggio, le sconfinate, morbide nuvole dell’Africa, la terra rossa, da lassù, intessuta di stradine. Trovo tutti i viaggi ancora da iniziare e, nel tramonto, su quella scia, danza l’irresistibile voglia di partire.
postato da cepheus alle ore 16:13 | link | commenti
categorie: amore, liguria, africa, di notte, notturni, luna
giovedì, giugno 22, 2006

SUD EST 

 Vagabondaggi estivi

di un settentrionale in Puglia

-------

 

Cari amici vicini e lontani,

 dalla prossima settimana sarà nelle librerie italiche (oppure bisognerà, eventualmente, ordinarlo) il mio libro < SUD. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in  Puglia >, edito da Palomar, con prefazione del sociologo Franco Cassano.

 

Qui sotto ci sono la scheda e la prefazione.

 

Il libro dalla prossima settimana si potrà acquistare anche attraverso il sito della casa editrice ( http://www.edizioni-palomar.it/ ) e nelle librerie on line, come http://www.internetbookshop.it/ .

 

 

EDIZIONI PAL˜MAR

di Alternative srl

www.edizioni-palomar.it

 

 

COLLANA:     altreStorie                                

 

TITOLO:         SUD EST – Vagabondaggi estivi

di un settentrionale in Puglia

 

con prefazione di Franco Cassano

 

AUTORE:       Marco Brando

 

PREZZO:        € 14,00

 

PAGG.:           176

 

ISBN:              88-7600-169-7

 

 

 

IL LIBRO: SUD EST nasce da un'inchiesta giornalistica condotta sulle pagine del «Corriere del Mezzogiorno», dorso di cronaca pugliese distribuito col «Corriere della Sera», nel corso delle estati 2004 e 2005.

Lo scopo è quello di descrivere e raccontare - con spirito critico e una buona dose di ironia - luoghi più o meno turistici, personaggi di ieri e di oggi, fenomeni di costume, radici storiche, pregi e difetti della Puglia (estiva e non solo) e dei pugliesi.

Sono due gli itinerari principali: un primo percorso lungo gli oltre 800 chilometri di costa; il secondo «dentro» la Puglia, attraversata da sud a nord senza mai toccare il mare. Completano il testo due «fuori rotta»: una notte su un peschereccio in compagnia dei pescatori di Molfetta; un viaggio attraverso gli scenari incantevoli percorsi dalle Ferrovie Sud-Est.

Un viaggio intenso, divertente, ricco di riferimenti alla storia e al costume, raccontato da chi non nasconde di subire il fascino di questa regione così bella e complessa. Tanto che il suo racconto si conclude con un augurio: «Arrivederci, Puglia. Abbi cura di te».

 

L’AUTORE: Marco Brando è nato a Genova Sampierdarena nel febbraio del 1958 e ha un albero genealogico piuttosto variegato.

Dal 1982 ha cominciato a scrivere per «L’Unità» come corrispondente da Pavia; per poi lavorare nella redazione di Milano del quotidiano, prima come redattore e poi come inviato, fino al 1998 (con un biennio di parentesi a Roma), dedicandosi soprattutto alla cronaca giudiziaria e in particolare all’inchiesta «Mani pulite».

Dopo un’esperienza nelle vesti di autore del programma «Film Dossier - Linea d’ombra» a Mediaset e dopo un anno e mezzo di lavoro per «Tv Sorrisi e Canzoni», dal novembre 2000 fa il giornalista a Bari nella redazione del «Corriere del Mezzogiorno» dove, tra l’altro, risponde ai lettori nella pagina «Lettere - La voce del cittadino».

 

 

 

Via Nicolai, 47 – 70122 Bari

Tel.: 080/5227262 – Fax 080/5227250

e-mail: palomar@alternativesrl.191.it

P.I. 05372730720

-------

PREFAZIONE

di Franco Cassano

L’eterna incompiuta

Ormai da decenni la Puglia è sospesa nel limbo.

Di essa nel mondo e in Italia si alternano due immagini,

quella ottimistica e speranzosa della «California

del sud» e quella opposta, di una Puglia risucchiata

dalle sue deficienze e patologie. E questa continua

oscillazione tiene in sospeso una terra che sembra

sempre sul punto di decollare e di accentuare la sua

differenza rispetto al Mezzogiorno, ma è costretta,

dopo qualche ebbrezza, ad accorgersi che le sue ali

sono fragili o bruciate; e sente ritornare il peso di vecchi

incubi, la disoccupazione, l’esodo dei giovani più

capaci, il peso crescente della malavita, eccetera.

Questo continuo stop and go sembra un destino invalicabile,

un limbo nel quale la Puglia è condannata a

rimanere per sempre, rifluendo nel ruolo di eterna

incompiuta: da un lato essa è troppo diversa dallo stereotipo

dominante di un Sud fermo e addormentato,

dall’altro il suo dinamismo è pieno di false partenze, e

ogni volta dopo uno scatto bruciante, arriva l’affanno.

Quest’alternanza continua non è solo una successione

nel tempo di euforie e delusioni, ma, come testimonia

il libro di viaggio di Marco Brando, è una dissonanza

che si incontra anche nello spazio, perché

capita di ritrovare entrambe le facce a pochi metri o

chilometri di distanza l’una dall’altra. Il cemento

bracca continuamente la bellezza, e non appena la

decenza e la legge guardano altrove (e capita troppo

spesso), la degrada e la deturpa: le cabine sulla spiag-

gia diventano case, avviando quella spirale dei condoni

che ha saldato piccoli e grandi interessi, società

«incivile» e politica in un blocco sociale tanto vorace

quanto resistente. Ma accanto all’affollamento distruttivo

esistono ancora «bellezze da sogno ignorate»;

oppure capita di scoprire che la tutela del Gargano, la

sua sottrazione alla ferocia cementizia, la si deve non

solo a un ente preposto alla tutela dell’ambiente, ma

moltissimo all’Eni, che a prima vista sembrerebbe il

suo peggior nemico. E il libro è pieno di scoperte

come queste, di accostamenti sorprendenti.

Brando viene dal Nord ed è arrivato in Puglia per

ragioni di lavoro. Questo viaggio nasce dal desiderio

di conoscere un territorio sconosciuto, di guardare da

vicino i luoghi e le persone di cui ogni giorno si parla

sulle colonne del giornale. I suoi resoconti ripropongono,

nelle descrizioni e negli stati d’animo del viaggiatore,

questa alternanza continua tra le promesse e

le delusioni, la scoperta della ricchezza insospettata

delle storie, della bellezza dei luoghi, dell’intraprendenza

delle persone e la delusione per le diserzioni

dello spirito pubblico, per un assalto alle coste e al

mare, che diventa l’inquietante metafora del rapporto

con il bene pubblico e dell’assalto particolaristico alle

istituzioni.

Nel libro, che volutamente trascura le grandi città

per attraversare la Puglia minore, questo alternarsi di

emozioni e di scoperte non fa che accentuare la rabbia.

Non si è di fronte a una stasi che uccide lo spirito,

recidendo la speranza, ma neanche a un dinamismo

stabile, che permette di distogliere lo sguardo,

sicuri che poi tutto continui a funzionare per il

meglio. La Puglia che Brando attraversa, in questi

anni diventata nota nel mondo, è la Puglia del Salento,

della Valle d’Itria, del Gargano oppure è la Puglia più

riposta della Murgia e dell’Appennino. Ma anche in

questa nuova immagine, che, tramite i nuovi strumenti

di comunicazione, rende noti nel mondo i nostri

luoghi e attira i turisti, torna a riproporsi, come una

condanna, l’oscillazione. La riscoperta dei luoghi, del

territorio e della tradizione è un nuovo punto di partenza

oppure una ritirata, la ricerca di un piccolo

lucro alle spalle di un mondo che ci sorpassa e ci sfugge?

È l’inizio di un nuovo equilibrio tra modernità e

tradizione oppure è un chiudersi nel piccolo cabotaggio,

nello sfruttamento feroce del territorio, una vendita

all’incanto senza pudore e misura?

Ovviamente Brando non si propone di rispondere

a questa domanda, e il suo libro, molto saggiamente,

si fa prendere dal ritmo della scoperta, della meraviglia,

della cronaca, delle osservazioni di chi è solo di

passaggio, e per questo è più sereno sia nei riconoscimenti

che nelle critiche. Ma sembra anch’esso alla

fine suggerire una morale ai pugliesi: possedete una

terra bella e varia, ricca di caratteri e di lingue, di

chiese e di mari diversi, in una posizione di collegamento

che si respira anche soltanto ripercorrendone

la storia. Non fatevela sfuggire dalle mani, sfruttatela,

ma con saggezza e gentilezza, non ripiegate sul piccolo

cabotaggio, che vi fa rimanere sotto costa, osate un

po’ di più. Lo scetticismo non è realismo o prudenza,

ma solo mediocrità e paura di volare. Se rinunzierete

a rischiare, rimarrete sempre a metà strada, eterni

incompiuti, che continuano a oscillare tra grandi racconti

ed epiloghi di terz’ordine.

 

postato da vinavil alle ore 21:35 | link | commenti (3)
categorie: mare, sensazioni, isole, avvisi e comunicati vari, salento, luna, barche, pescatori, tremiti
venerdì, maggio 26, 2006

dopo cena

Stasera ha cenato in giardino. Eccellenti spiedini. Il loro odore mi ha riportato alle sagre estive. Mi sono inebriato di profumi, di dolci sensazioni. La siepe sta crescendo in fretta. I grilli sono già in gran forma. Ho lasciato un po’ di delusioni, un po’ di fatiche, appena dentro l’uscio. E mi sono goduto il tramonto, mentre mia sorella raccontava felice di un fantastico 9 di biologia. Ho ripensato un po’ alla serata di ieri con amici che sento molto vicini. Un ambiente caldo e accogliente in una zona periferica di Genova, una buona dose di allegria e vino frizzante, un pizzico di malinconia nel dirsi “alla prossima”, ma poi la prossima non sarà neanche tanto lontana e lo sappiamo. Tutti a casa (io c’ho messo un po’ di più degli altri, ma ci sono abituato), ognuno con in tasca i suoi problemi, che prima o poi tornano a farsi sentire. E bussano anche ora, ma non li lascio entrare, provo a chiuderli col chiavistello, oltre queste belle stelle.

S'appoggia curiosa

sul pergolato

la luna.

sbircia

nelle parole che sbuccio

per idratare i miei sogni

di Te, Signore.

I tuoi occhi gialli mi fissano

ma mi è nascosto il tuo volto

e non so

se sei deluso, crucciato

arrabbiato... o solo

stai sorridendo

al Tuo piccolo figlio

che siede talvolta già stanco

alle pendici del monte.

postato da cepheus alle ore 21:51 | link | commenti (1)
categorie: amore, barche a vela, luna, barche, mare e alberi
venerdì, maggio 12, 2006

tanti auguri a me

Oggi era il mio compleanno. 25 anni, non ho neanche provato a pensare cosa significhi. La giornata è passata veloce, quasi silenziosa. Ho ricevuto molti messaggi, più di quelli che credessi, alcuni inaspettati. I miei pensieri forse erano distanti, ma ero sereno e lo sono ora. Perché sono una persona fortunata. Ho ricevuto un dono importante, non ricordo quando. Ho ricevuto una Fede irrequieta, incostante. Incrollabile. E il mio domani non può essere che luce, da rincorrere con lo stesso sguardo distratto e incantato di sempre.
postato da cepheus alle ore 23:19 | link | commenti (1)
categorie: mare, amore, grecia, roma, foto, cinqueterre, liguria, barche a vela, irlanda, croazia, madonna, luna, barche, fuochi artificiali
mercoledì, marzo 15, 2006

La luna di stasera...

postato da mieleamaro alle ore 23:51 | link | commenti (1)
categorie: luna
sabato, marzo 04, 2006

dell'amore

Che strano ritrovarsi oggi a parlare dell’amore. Con un libro chiuso nella mano, l’ultima pagina voltata a fatica, dopo aver letto le parole finali. Cercando un posto nello scaffale, con quella sensazione di essere insoddisfatti, come se veramente il finale non fosse quello, come se fosse stato strappato via. Che strano ritrovarsi a parlare dell’amore e volerlo fare in modo esplicito, sciogliendo la maschera di questo blog, che è sempre stato, sin dall’inizio, un grido, un’implorazione al cielo cupo di veder approdare qui una barca di carta. Quella barca di carta. Che bello parlare dell’amore, perché oggi non voglio vergognarmene. Io so combattere, so che non basta a rendermi felice, ma basta a tenermi in piedi. Che dolce parlare dell’amore, di quell’amore piccolo, con la “a” minuscola, che posa le sue labbra sulle mie e poi mi chiede “ma chi sei?”, che se ne frega di tutto quello che sta intorno, che se ne frega di tutto il mondo. Perché il mondo parte da quel bacio e tutto può essere diverso oltre la soglia di quel bacio. Che giusto ritrovarsi oggi a parlare dell’amore, perché non imparerò ad odiarlo per dimenticare. Preferisco travisare la realtà e pensare che una felicità più grande, più piena e davvero invincibile, l’abbia portato lontano.

La mia più grande illusione è che le mie parole possano entrare nell’anima delle persone. Che possano trasformarsi in un alito di vento caldo, capace di riaccendere un fuoco. Non è così, eppure continuo a scrivere, a preparare barche di carta e a scrutare l’orizzonte. Mi raggomitolo nei miei pensieri confusi, mentre la brezza ghiacciata passa attraverso il posto vuoto accanto a me.

Che triste ritrovarsi oggi a parlare dell’amore, parlarne da soli, come se dall’altra parte dello schermo di questo pc qualcuno versasse una lacrima sincera leggendomi. Che pazzia ritrovarmi oggi a parlare dell’amore e riempire di sogni le mie barche in partenza, raccontando loro un’altra bugia.

 

 

“Seguite quelle stelle fino all’orizzonte. Là troverete una ragazza che vi sorriderà perché siete buffe, vi raccoglierà perché siete semplici, vi conserverà perché siete coraggiose, vi amerà perché ha sempre aspettato solo voi”. 

postato da cepheus alle ore 16:19 | link | commenti (3)
categorie: mare, foto, liguria, isole, poesie testi canzoni, barche a vela, di notte, notturni, neve, luna, barche

Chi sono

Blogger: sciac
Un seguace del pensiero filosofico di Luigi Malabrocca

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Partecipano attivamente

 Il mio profilo Contattamisciac
 Il mio profilo Contattamiadbon