Grande Mare Blog

Perché il mare è senza confini. Sito ufficiale del Grande Mare Group
martedì, gennaio 02, 2007

AUGURI!








Bene, vi auguro che il 2007 prenda spunto da questo gozzo: celeste serenità e rosse passioni, una bella rete per catturare le belle occasioni e un salvagente per tenersi a galla durante i casini...




AUGURI!




Foto: gozzo a Vieste, 2006.

postato da ondafrangente alle ore 11:00 | link | commenti (1)
categorie: puglia, barche, pescatori
sabato, dicembre 02, 2006

Pescatori


Pentax K100D, 210A, f4,5, iso 200, 1/1000
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categorie: puglia, barche, pescatori, jonio
venerdì, agosto 18, 2006

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categorie: mare, liguria, barche, pescatori
sabato, agosto 05, 2006

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categorie: la spezia, liguria, gabbiani, pescatori
giovedì, giugno 22, 2006

SUD EST 

 Vagabondaggi estivi

di un settentrionale in Puglia

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Cari amici vicini e lontani,

 dalla prossima settimana sarà nelle librerie italiche (oppure bisognerà, eventualmente, ordinarlo) il mio libro < SUD. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in  Puglia >, edito da Palomar, con prefazione del sociologo Franco Cassano.

 

Qui sotto ci sono la scheda e la prefazione.

 

Il libro dalla prossima settimana si potrà acquistare anche attraverso il sito della casa editrice ( http://www.edizioni-palomar.it/ ) e nelle librerie on line, come http://www.internetbookshop.it/ .

 

 

EDIZIONI PAL˜MAR

di Alternative srl

www.edizioni-palomar.it

 

 

COLLANA:     altreStorie                                

 

TITOLO:         SUD EST – Vagabondaggi estivi

di un settentrionale in Puglia

 

con prefazione di Franco Cassano

 

AUTORE:       Marco Brando

 

PREZZO:        € 14,00

 

PAGG.:           176

 

ISBN:              88-7600-169-7

 

 

 

IL LIBRO: SUD EST nasce da un'inchiesta giornalistica condotta sulle pagine del «Corriere del Mezzogiorno», dorso di cronaca pugliese distribuito col «Corriere della Sera», nel corso delle estati 2004 e 2005.

Lo scopo è quello di descrivere e raccontare - con spirito critico e una buona dose di ironia - luoghi più o meno turistici, personaggi di ieri e di oggi, fenomeni di costume, radici storiche, pregi e difetti della Puglia (estiva e non solo) e dei pugliesi.

Sono due gli itinerari principali: un primo percorso lungo gli oltre 800 chilometri di costa; il secondo «dentro» la Puglia, attraversata da sud a nord senza mai toccare il mare. Completano il testo due «fuori rotta»: una notte su un peschereccio in compagnia dei pescatori di Molfetta; un viaggio attraverso gli scenari incantevoli percorsi dalle Ferrovie Sud-Est.

Un viaggio intenso, divertente, ricco di riferimenti alla storia e al costume, raccontato da chi non nasconde di subire il fascino di questa regione così bella e complessa. Tanto che il suo racconto si conclude con un augurio: «Arrivederci, Puglia. Abbi cura di te».

 

L’AUTORE: Marco Brando è nato a Genova Sampierdarena nel febbraio del 1958 e ha un albero genealogico piuttosto variegato.

Dal 1982 ha cominciato a scrivere per «L’Unità» come corrispondente da Pavia; per poi lavorare nella redazione di Milano del quotidiano, prima come redattore e poi come inviato, fino al 1998 (con un biennio di parentesi a Roma), dedicandosi soprattutto alla cronaca giudiziaria e in particolare all’inchiesta «Mani pulite».

Dopo un’esperienza nelle vesti di autore del programma «Film Dossier - Linea d’ombra» a Mediaset e dopo un anno e mezzo di lavoro per «Tv Sorrisi e Canzoni», dal novembre 2000 fa il giornalista a Bari nella redazione del «Corriere del Mezzogiorno» dove, tra l’altro, risponde ai lettori nella pagina «Lettere - La voce del cittadino».

 

 

 

Via Nicolai, 47 – 70122 Bari

Tel.: 080/5227262 – Fax 080/5227250

e-mail: palomar@alternativesrl.191.it

P.I. 05372730720

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PREFAZIONE

di Franco Cassano

L’eterna incompiuta

Ormai da decenni la Puglia è sospesa nel limbo.

Di essa nel mondo e in Italia si alternano due immagini,

quella ottimistica e speranzosa della «California

del sud» e quella opposta, di una Puglia risucchiata

dalle sue deficienze e patologie. E questa continua

oscillazione tiene in sospeso una terra che sembra

sempre sul punto di decollare e di accentuare la sua

differenza rispetto al Mezzogiorno, ma è costretta,

dopo qualche ebbrezza, ad accorgersi che le sue ali

sono fragili o bruciate; e sente ritornare il peso di vecchi

incubi, la disoccupazione, l’esodo dei giovani più

capaci, il peso crescente della malavita, eccetera.

Questo continuo stop and go sembra un destino invalicabile,

un limbo nel quale la Puglia è condannata a

rimanere per sempre, rifluendo nel ruolo di eterna

incompiuta: da un lato essa è troppo diversa dallo stereotipo

dominante di un Sud fermo e addormentato,

dall’altro il suo dinamismo è pieno di false partenze, e

ogni volta dopo uno scatto bruciante, arriva l’affanno.

Quest’alternanza continua non è solo una successione

nel tempo di euforie e delusioni, ma, come testimonia

il libro di viaggio di Marco Brando, è una dissonanza

che si incontra anche nello spazio, perché

capita di ritrovare entrambe le facce a pochi metri o

chilometri di distanza l’una dall’altra. Il cemento

bracca continuamente la bellezza, e non appena la

decenza e la legge guardano altrove (e capita troppo

spesso), la degrada e la deturpa: le cabine sulla spiag-

gia diventano case, avviando quella spirale dei condoni

che ha saldato piccoli e grandi interessi, società

«incivile» e politica in un blocco sociale tanto vorace

quanto resistente. Ma accanto all’affollamento distruttivo

esistono ancora «bellezze da sogno ignorate»;

oppure capita di scoprire che la tutela del Gargano, la

sua sottrazione alla ferocia cementizia, la si deve non

solo a un ente preposto alla tutela dell’ambiente, ma

moltissimo all’Eni, che a prima vista sembrerebbe il

suo peggior nemico. E il libro è pieno di scoperte

come queste, di accostamenti sorprendenti.

Brando viene dal Nord ed è arrivato in Puglia per

ragioni di lavoro. Questo viaggio nasce dal desiderio

di conoscere un territorio sconosciuto, di guardare da

vicino i luoghi e le persone di cui ogni giorno si parla

sulle colonne del giornale. I suoi resoconti ripropongono,

nelle descrizioni e negli stati d’animo del viaggiatore,

questa alternanza continua tra le promesse e

le delusioni, la scoperta della ricchezza insospettata

delle storie, della bellezza dei luoghi, dell’intraprendenza

delle persone e la delusione per le diserzioni

dello spirito pubblico, per un assalto alle coste e al

mare, che diventa l’inquietante metafora del rapporto

con il bene pubblico e dell’assalto particolaristico alle

istituzioni.

Nel libro, che volutamente trascura le grandi città

per attraversare la Puglia minore, questo alternarsi di

emozioni e di scoperte non fa che accentuare la rabbia.

Non si è di fronte a una stasi che uccide lo spirito,

recidendo la speranza, ma neanche a un dinamismo

stabile, che permette di distogliere lo sguardo,

sicuri che poi tutto continui a funzionare per il

meglio. La Puglia che Brando attraversa, in questi

anni diventata nota nel mondo, è la Puglia del Salento,

della Valle d’Itria, del Gargano oppure è la Puglia più

riposta della Murgia e dell’Appennino. Ma anche in

questa nuova immagine, che, tramite i nuovi strumenti

di comunicazione, rende noti nel mondo i nostri

luoghi e attira i turisti, torna a riproporsi, come una

condanna, l’oscillazione. La riscoperta dei luoghi, del

territorio e della tradizione è un nuovo punto di partenza

oppure una ritirata, la ricerca di un piccolo

lucro alle spalle di un mondo che ci sorpassa e ci sfugge?

È l’inizio di un nuovo equilibrio tra modernità e

tradizione oppure è un chiudersi nel piccolo cabotaggio,

nello sfruttamento feroce del territorio, una vendita

all’incanto senza pudore e misura?

Ovviamente Brando non si propone di rispondere

a questa domanda, e il suo libro, molto saggiamente,

si fa prendere dal ritmo della scoperta, della meraviglia,

della cronaca, delle osservazioni di chi è solo di

passaggio, e per questo è più sereno sia nei riconoscimenti

che nelle critiche. Ma sembra anch’esso alla

fine suggerire una morale ai pugliesi: possedete una

terra bella e varia, ricca di caratteri e di lingue, di

chiese e di mari diversi, in una posizione di collegamento

che si respira anche soltanto ripercorrendone

la storia. Non fatevela sfuggire dalle mani, sfruttatela,

ma con saggezza e gentilezza, non ripiegate sul piccolo

cabotaggio, che vi fa rimanere sotto costa, osate un

po’ di più. Lo scetticismo non è realismo o prudenza,

ma solo mediocrità e paura di volare. Se rinunzierete

a rischiare, rimarrete sempre a metà strada, eterni

incompiuti, che continuano a oscillare tra grandi racconti

ed epiloghi di terz’ordine.

 

postato da vinavil alle ore 21:35 | link | commenti (3)
categorie: mare, sensazioni, isole, avvisi e comunicati vari, salento, luna, barche, pescatori, tremiti
lunedì, maggio 01, 2006

Ode ai lavoratori del mare

Oggi che è il primo maggio Festa dei Lavoratori, vorrei dedicare questo angolo di Arcipelago a tutti quegli uomini e donne che sul mare e con il mare lavorano. Buon Primo Maggio a tutti.

Pescatori - Olio du Tavola - Icardi

Autore:  Pietro Gori     Anni: 1890

 

1 - Lavoratori del mar s'intoni
l'inno che il mare per noi cantò
da che fatiche, stenti e cicloni
la nostra errante vita affrontò
         quando con baci d'oro ai velieri
l'ultimo raggio di sol svanì
e dentro ai gorghi dei flutti neri
qualcun dei nostri cadde e sparì
(rit.) Deh canta o mare l'opra e gli eroi 

tempeste e calme,

gioie e dolori

o mare canta, canta con noi
        l'inno di sdegno, l'inno d'amor
2 - Canto d'aurore di rabbie atroci
sogni e singhiozzi del marinar
raccogli e irradia tutte le voci
che il vento porta da mare a mar
         E soffia dentro le vele forti
         che al sol disciolse la nostra fé
        e chiama chiama da tutti i porti

tutta la gente che al
marsi dié
(rit.) Deh canta o mare…..
3 - Noi sugli abissi tra le nazioni
di fratellanza ponti gettiam
coi nostri corpi su dai pennoni
dell'uomo i nuovi dritti dettiam
         ciò che da mille muscoli spreme
con torchi immani la civiltà
portiam pel mondo gettando un seme
che un dì per tutti germoglierà
(rit.) Deh canta o mare …..
4 - Solo una voce da sponda a sponda
sollevi al patto di redenzion
quanti sudando solcano l'onda
per questa al pane sacra tenzon
         mentre marosi gonfi di frode
e irose attardano forze il cammin
noi da la nave scorgiam le prode
dove le genti van col destin
         (rit.) Deh canta o mare …..

postato da perlasmarrita alle ore 11:45 | link | commenti
categorie: poesie testi canzoni, calabria, pescatori
domenica, febbraio 05, 2006

Pescatori a Levanto

photo20060205-16:16:29-0196
postato da sciac alle ore 19:47 | link | commenti
categorie: liguria, barche, pescatori

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