
In realta' si puo' rappresentare un proprio stato d'animo con una semplice fotografia?
Gia'...proprio la fotografia,ma che cos'e' una fotografia?Forse e' un lasso di tempo che rimane impresso su una pellicola marrone scuro?
...La fotografia....Essa ha il compito di farti ricordare "forse" solo i momenti e gli stati d'animo che affrontavi quando l'hai fatta...
Invidio il mare nelle forografie,il mare non lascia trasparire nulla di quello che prova...
Quando e' impetuoso puo' esserlo per rabbia,per gioia o per dolore,ma non lo sapremo mai,egli vive accerchiando i continenti emersi,quei continenti "contenenti" migliaia di pensieri astratti che ogni giorno ogni singola mente realizza nell'incoscio che ci circonda....Ecco...forse il mare rappresenta proprio l'incoscio che vorremmo essere.
SUD EST
Vagabondaggi estivi
di un settentrionale in Puglia

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Cari amici vicini e lontani,
dalla prossima settimana sarà nelle librerie italiche (oppure bisognerà, eventualmente, ordinarlo) il mio libro < SUD. Vagabondaggi estivi di un settentrionale in Puglia >, edito da Palomar, con prefazione del sociologo Franco Cassano.
Qui sotto ci sono la scheda e la prefazione.
Il libro dalla prossima settimana si potrà acquistare anche attraverso il sito della casa editrice ( http://www.edizioni-palomar.it/ ) e nelle librerie on line, come http://www.internetbookshop.it/ .
EDIZIONI PALMAR
di Alternative srl
COLLANA: altreStorie
TITOLO: SUD EST – Vagabondaggi estivi
di un settentrionale in Puglia
con prefazione di Franco Cassano
AUTORE: Marco Brando
PREZZO: € 14,00
PAGG.: 176
ISBN: 88-7600-169-7
IL LIBRO: SUD EST nasce da un'inchiesta giornalistica condotta sulle pagine del «Corriere del Mezzogiorno», dorso di cronaca pugliese distribuito col «Corriere della Sera», nel corso delle estati 2004 e 2005.
Lo scopo è quello di descrivere e raccontare - con spirito critico e una buona dose di ironia - luoghi più o meno turistici, personaggi di ieri e di oggi, fenomeni di costume, radici storiche, pregi e difetti della Puglia (estiva e non solo) e dei pugliesi.
Sono due gli itinerari principali: un primo percorso lungo gli oltre 800 chilometri di costa; il secondo «dentro» la Puglia, attraversata da sud a nord senza mai toccare il mare. Completano il testo due «fuori rotta»: una notte su un peschereccio in compagnia dei pescatori di Molfetta; un viaggio attraverso gli scenari incantevoli percorsi dalle Ferrovie Sud-Est.
Un viaggio intenso, divertente, ricco di riferimenti alla storia e al costume, raccontato da chi non nasconde di subire il fascino di questa regione così bella e complessa. Tanto che il suo racconto si conclude con un augurio: «Arrivederci, Puglia. Abbi cura di te».
L’AUTORE: Marco Brando è nato a Genova Sampierdarena nel febbraio del 1958 e ha un albero genealogico piuttosto variegato.
Dal 1982 ha cominciato a scrivere per «L’Unità» come corrispondente da Pavia; per poi lavorare nella redazione di Milano del quotidiano, prima come redattore e poi come inviato, fino al 1998 (con un biennio di parentesi a Roma), dedicandosi soprattutto alla cronaca giudiziaria e in particolare all’inchiesta «Mani pulite».
Dopo un’esperienza nelle vesti di autore del programma «Film Dossier - Linea d’ombra» a Mediaset e dopo un anno e mezzo di lavoro per «Tv Sorrisi e Canzoni», dal novembre 2000 fa il giornalista a Bari nella redazione del «Corriere del Mezzogiorno» dove, tra l’altro, risponde ai lettori nella pagina «Lettere - La voce del cittadino».
Via Nicolai, 47 – 70122 Bari
Tel.: 080/5227262 – Fax 080/5227250
e-mail: palomar@alternativesrl.191.it
P.I. 05372730720
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PREFAZIONE
di Franco Cassano
L’eterna incompiuta
Ormai da decenni la Puglia è sospesa nel limbo.
Di essa nel mondo e in Italia si alternano due immagini,
quella ottimistica e speranzosa della «California
del sud» e quella opposta, di una Puglia risucchiata
dalle sue deficienze e patologie. E questa continua
oscillazione tiene in sospeso una terra che sembra
sempre sul punto di decollare e di accentuare la sua
differenza rispetto al Mezzogiorno, ma è costretta,
dopo qualche ebbrezza, ad accorgersi che le sue ali
sono fragili o bruciate; e sente ritornare il peso di vecchi
incubi, la disoccupazione, l’esodo dei giovani più
capaci, il peso crescente della malavita, eccetera.
Questo continuo stop and go sembra un destino invalicabile,
un limbo nel quale la Puglia è condannata a
rimanere per sempre, rifluendo nel ruolo di eterna
incompiuta: da un lato essa è troppo diversa dallo stereotipo
dominante di un Sud fermo e addormentato,
dall’altro il suo dinamismo è pieno di false partenze, e
ogni volta dopo uno scatto bruciante, arriva l’affanno.
Quest’alternanza continua non è solo una successione
nel tempo di euforie e delusioni, ma, come testimonia
il libro di viaggio di Marco Brando, è una dissonanza
che si incontra anche nello spazio, perché
capita di ritrovare entrambe le facce a pochi metri o
chilometri di distanza l’una dall’altra. Il cemento
bracca continuamente la bellezza, e non appena la
decenza e la legge guardano altrove (e capita troppo
spesso), la degrada e la deturpa: le cabine sulla spiag-
gia diventano case, avviando quella spirale dei condoni
che ha saldato piccoli e grandi interessi, società
«incivile» e politica in un blocco sociale tanto vorace
quanto resistente. Ma accanto all’affollamento distruttivo
esistono ancora «bellezze da sogno ignorate»;
oppure capita di scoprire che la tutela del Gargano, la
sua sottrazione alla ferocia cementizia, la si deve non
solo a un ente preposto alla tutela dell’ambiente, ma
moltissimo all’Eni, che a prima vista sembrerebbe il
suo peggior nemico. E il libro è pieno di scoperte
come queste, di accostamenti sorprendenti.
Brando viene dal Nord ed è arrivato in Puglia per
ragioni di lavoro. Questo viaggio nasce dal desiderio
di conoscere un territorio sconosciuto, di guardare da
vicino i luoghi e le persone di cui ogni giorno si parla
sulle colonne del giornale. I suoi resoconti ripropongono,
nelle descrizioni e negli stati d’animo del viaggiatore,
questa alternanza continua tra le promesse e
le delusioni, la scoperta della ricchezza insospettata
delle storie, della bellezza dei luoghi, dell’intraprendenza
delle persone e la delusione per le diserzioni
dello spirito pubblico, per un assalto alle coste e al
mare, che diventa l’inquietante metafora del rapporto
con il bene pubblico e dell’assalto particolaristico alle
istituzioni.
Nel libro, che volutamente trascura le grandi città
per attraversare la Puglia minore, questo alternarsi di
emozioni e di scoperte non fa che accentuare la rabbia.
Non si è di fronte a una stasi che uccide lo spirito,
recidendo la speranza, ma neanche a un dinamismo
stabile, che permette di distogliere lo sguardo,
sicuri che poi tutto continui a funzionare per il
meglio. La Puglia che Brando attraversa, in questi
anni diventata nota nel mondo, è la Puglia del Salento,
della Valle d’Itria, del Gargano oppure è la Puglia più
riposta della Murgia e dell’Appennino. Ma anche in
questa nuova immagine, che, tramite i nuovi strumenti
di comunicazione, rende noti nel mondo i nostri
luoghi e attira i turisti, torna a riproporsi, come una
condanna, l’oscillazione. La riscoperta dei luoghi, del
territorio e della tradizione è un nuovo punto di partenza
oppure una ritirata, la ricerca di un piccolo
lucro alle spalle di un mondo che ci sorpassa e ci sfugge?
È l’inizio di un nuovo equilibrio tra modernità e
tradizione oppure è un chiudersi nel piccolo cabotaggio,
nello sfruttamento feroce del territorio, una vendita
all’incanto senza pudore e misura?
Ovviamente Brando non si propone di rispondere
a questa domanda, e il suo libro, molto saggiamente,
si fa prendere dal ritmo della scoperta, della meraviglia,
della cronaca, delle osservazioni di chi è solo di
passaggio, e per questo è più sereno sia nei riconoscimenti
che nelle critiche. Ma sembra anch’esso alla
fine suggerire una morale ai pugliesi: possedete una
terra bella e varia, ricca di caratteri e di lingue, di
chiese e di mari diversi, in una posizione di collegamento
che si respira anche soltanto ripercorrendone
la storia. Non fatevela sfuggire dalle mani, sfruttatela,
ma con saggezza e gentilezza, non ripiegate sul piccolo
cabotaggio, che vi fa rimanere sotto costa, osate un
po’ di più. Lo scetticismo non è realismo o prudenza,
ma solo mediocrità e paura di volare. Se rinunzierete
a rischiare, rimarrete sempre a metà strada, eterni
incompiuti, che continuano a oscillare tra grandi racconti
ed epiloghi di terz’ordine.

Cielo grigio, sopra di me...
Grigio come argento opaco, grigio come gocce di pensieri tristi sul parabrezza.
Come quando sono sul mare calmo, quasi fosse seta, e l'aria è un latte di nebbia... e sembra di stare in mezzo al nulla... Se solo non fosse per il rumore, se solo non fosse per l'odore del sale e dell'Immensità.
Come quando tu non ci sei, e sono costretta ad inventarti attimo per attimo, come un sole grande e arancione sul disegno di un bambino...
Come quando mi sento sola e piccola in una realtà che tutto inghiotte e nulla vuol sentire...
Cielo grigio, sopra di me. E, ancora più su, l'azzurro.
E, ancora più su, un sole grande e arancione, reale come questo giorno in cui il cuore batte e batte e batte e nulla vuol sentire, se non quello che decide lui, e solo quello che lui desidera inghiotte.
Azzurro al di sopra di tutto, sole oltre le nubi e, quaggiù, cuore testardo e irremovibile.
E tu, tu nella testa, tu al centro di tutto, tu più reale di qualsiasi grigiore, tu, tu e basta.
immagine trovata sul web


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Soggetto: Vista su Porto Empedocle dalla Valle dei Templi
Fotocamera: Nikon Coolpix 2100
Software: Adobe Photoshop CS2
Luogo: Agrigento
Data: 3 Gennaio 2oo6
Ore: 17:22
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l'immagine ingrandita*
Questa è una rielaborazione della foto sopra,
realizzata con Photoshop CS2 da Ale!
Una volta tanto, stranamente,
preferisco la mia versione originale..
questa mi sembra un po' troppo fredda.. Gusti.
